Belluno, sei giovani “bene” denunciati per il pestaggio a un cittadino egiziano: c’è anche il figlio dell’assessore al Sociale

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Sei ragazzi, di cui due minorenni, avevano aggredito tre mesi fa un cittadino egiziano di 46 anni in una via di Belluno. Lo avevano colpito con calci e pugni di notte, e, non contenti del gesto di violenza privo di qualsiasi movente, se non quello dello stato di alterazione del gruppo, avevano ripreso la scena con i telefonini, postandola sui social. Le immagini sono diventate la principale prova d’accusa per gli agenti della Squadra mobile che hanno raccolto la dimostrazione inequivocabile di ciò che era accaduto. È stato lo strumento per identificare i componenti del branco. Sono così scattate le denunce alla Procura e alla Procura per i minorenni di Venezia, cui si è aggiunta una serie di Daspo urbani. La sorpresa, però, è venuta quando gli investigatori hanno rintracciato i ragazzi e sono risaliti alle loro famiglie: ne è emersa una storia che non ha nulla che vedere con il disagio sociale, perché i componenti del gruppo appartengono a famiglie borghesi.

Si tratta di quattro maggiorenni e di due minorenni. Luca Dal Pont, 19 anni, è figlio di Marco Dal Pont, assessore comunale a Belluno, che nella giunta guidata dal sindaco Oscar De Pellegrin si occupa di sociale, rapporti con le associazioni, politiche della famiglia e frazioni. Dando notizia dell’operazione, il questore Roberto Della Rocca ha annunciato che è sua intenzione incontrare i genitori dei denunciati per spiegare loro, oltre alla gravità dei fatti, anche i motivi per cui verrà temporaneamente interdetto l’accesso ad alcune zone di Belluno. “Ho trovato un atteggiamento di chiusura, di mancanza di consapevolezza. Hanno fornito risposte del tipo ‘avevo bevuto, non ricordo’. Ma non bisogna accettare questo tipo di risposte: l’alcol non è un alibi, non è un’attenuante, ma semmai un’aggravante”, ha dichiarato il Questore.

L’episodio è accaduto il 22 marzo, nella notte tra sabato e domenica, alla vigilia della “Sagra dei fisciot”, i fischietti da richiamo dei cacciatori, che si tiene in occasione dell’Antica festa della Madonna addolorata. Gli aggressori avevano incontrato sotto i portici il cittadino egiziano. Dagli sguardi minacciosi si era passati a qualche spinta, poi l’uomo si è divincolato, ma è stato inseguito. È cominciato il pestaggio, con calci e pugni in faccia., mentre i ragazzi ridevano. Dopo alcuni minuti l’intervento di un passante ha messo in fuga il gruppetto, che non ha perso l’occasione per mettersi in luce sui social. Il malcapitato è finito in ospedale con una prognosi di otto giorni per contusioni ed ematomi. I poliziotti hanno iniziato le indagini e sono arrivati alla compagnia che vive nella frazione di Castion. La denuncia non contiene la contestazione dell’aggravante dell’odio razziale.

Il coordinamento Liga Veneta Repubblica di Belluno ha diffuso un comunicato. “Esprimiamo la nostra vicinanza all’assessore Marco Dal Pont e alla sua famiglia, chiamati ad affrontare una situazione certamente difficile e dolorosa. Riteniamo ingiusto e semplicistico attribuire responsabilità automatiche ai genitori, ancor più quando questi ricoprono incarichi pubblici. Troppo spesso si tende a giudicare con superficialità chi svolge un ruolo istituzionale, come se le difficoltà educative e familiari fossero prerogativa esclusiva di altri. Le famiglie degli amministratori pubblici sono famiglie come tutte le altre. Non meritano di essere esposte a una gogna mediatica o a giudizi sommari”. Il gruppo politico, sorto nel 1999 da una scissione dalla Liga Veneta, aggiunge: “Quanto accaduto è particolarmente grave e deve essere affrontato con il rigore necessario da parte delle istituzioni e con senso di responsabilità da parte di tutte le famiglie coinvolte”.

L'articolo Belluno, sei giovani “bene” denunciati per il pestaggio a un cittadino egiziano: c’è anche il figlio dell’assessore al Sociale proviene da Il Fatto Quotidiano.

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