Brado Carbon Buggy, non solo restomod. Il ritorno alla guida senza filtri

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Nel cuore della Motor Valley nasce un progetto che prova ad andare in direzione opposta rispetto all’automobile moderna fatta di schermi, software e assistenze elettroniche. Si chiama Brado ed è una nuova manifattura italiana indipendente specializzata in veicoli “luxury leisure”. Il primo modello è Carbon Buggy, reinterpretazione contemporanea del classico dune buggy costruita attorno a una filosofia radicale: peso ridotto, guida analogica e nessun aiuto elettronico.

Dietro il progetto ci sono Matias Mussetta, tecnico che ha lavorato tra Scuderia Toro Rosso, Lamborghini, Dallara e Ferrari Hypercar 499P vincitrice della 24 Ore di Le Mans 2023, e Andrea Mazzuca, co-fondatore di Outlierman e figura conosciuta nel mondo della comunicazione automotive e del lusso.

La Carbon Buggy utilizza una scocca interamente in fibra di carbonio con dettagli in titanio e una meccanica volutamente essenziale: motore boxer Volkswagen raffreddato ad aria, cambio manuale, carburatori e assenza totale di elettronica. La potenza varia dagli 85 cavalli della versione 1.8 litri fino ai 110 del 2.0 opzionale.

Anche il design segue la stessa filosofia. A firmarlo è Juan Manuel Diaz, autore di progetti come Alfa Romeo 8C Competizione e Audi R8 Spyder. L’obiettivo è stato eliminare il superfluo lasciando spazio a linee essenziali e alla fibra di carbonio a vista.

L'articolo Brado Carbon Buggy, non solo restomod. Il ritorno alla guida senza filtri proviene da Il Fatto Quotidiano.

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