Dasvidania Russia, Vucic sposa Xi. Cosa cambia per l’Ue

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I matrimoni politici iniziano e finiscono, ma il problema sono le conseguenze per gli altri alleati. Vucic molla Putin e abbraccia Xi? Durante la visita a Pechino, il presidente serbo ha lamentato i presunti tentativi europei di impedirgli di coltivare i legami con il principale investitore internazionale del suo Paese. Segno che il dado ormai è tratto, ma con un grande interrogativo che sorge nei palazzi di Bruxelles. Come proseguirà (se proseguirà) il percorso di allargamento europeo ai Balcani occidentali? Quali rischi potrebbero presentarsi in seno ad eventuali progetti e/o finanziamenti cinesi in Serbia?

Le relazioni tra Serbia e Cina

Le relazioni di partenariato strategico tra la Repubblica di Serbia e la Repubblica Popolare Cinese nascono nel 2009 e meno di 10 anni dopo già vengono elevate al livello di partenariato strategico. Le esportazioni della Serbia verso la Cina sono aumentate da 22 milioni di dollari fatti registrare nel 2013 a 1,9 miliardi di dollari nel 2024.

Belgrado valuta la cooperazione con la Cina come assolutamente positiva (e anche oltre l’iniziativa “Belt and Road”). Di fatto la progettualità cinese è già ad appannaggio della popolazione serba: lo dimostrano i lavori ferroviari sulla tratta Belgrado-Novi Sad che hanno ridotto a un terzo i tempi di percorrenza per i pendolari grazie all’alta velocità costruita da un’azienda cinese.

Quei lavoratori non sono stati attenzionati casualmente, dal momento che sono assunti dall’acciaieria di Smederevo in passato considerata “l’orgoglio della Serbia” e dal 2016 finita sotto il controllo del gruppo cinese HBIS. Il risultato è che oggi quel polo industriale è il principale centro di esportazione della Serbia.

Lo scatto sull’automotive

Di scatto in avanti bisogna parlare a proposito dei progetti cinesi legati all’automotive. La Cina investirà 1,1 miliardi di dollari in Serbia in componenti per auto, intelligenza artificiale e robotica: una mossa che si inserisce nell’ambito della iper penetrazione in Europa dei marchi automobilistici cinesi. Tra le più attive che investono in Serbia c’è Changzhou Xingyu Automotive Lighting System, realtà che già collabora con case automobilistiche come VW, Mercedes e la cinese Aito.

Il nuovo pacchetto di memorandum

In occasione della recente visita a Pechino di Vucic, sono stati firmati diversi accordi di cooperazione in vari settori, come l’Accordo di mutua assistenza giudiziaria in materia penale, il Memorandum sulla promozione congiunta della cooperazione nell’ambito dell’Iniziativa per la sicurezza globale, il piano d’azione sulla cooperazione congiunta nell’ambito dell’iniziativa “Belt and Road” per il periodo dal 2026 al 2028, il memorandum d’intesa per il progresso della cooperazione nel campo dell’intelligenza artificiale, un programma di cooperazione nel settore dell’istruzione, un accordo per il rafforzamento della cooperazione nel campo della formazione professionale, della formazione duale e dell’apprendimento permanente. Infine il memorandum sul rafforzamento della cooperazione economica nelle filiere industriali.

Scenari

Da quasi due anni la Serbia è scossa da un movimento di protesta senza precedenti, che per la prima volta dopo oltre un decennio di governo Vučić, mette a rischio un nuovo mandato per il presidente. Al contempo il governo serbo non è riuscito a compiere progressi nel processo di adesione all’Ue nei quattro anni richiesti e adesso sostiene di essere trattato ingiustamente dagli Stati membri.

Tra le promesse non mantenute vanno ricordate l’elezione di un’Autorità di regolamentazione indipendente per i media indipendenti, la “piena e tempestiva attuazione delle raccomandazioni dell’ODIHR in materia di elezioni”, l’accelerazione dell’allineamento con l’acquis comunitario e il costante allineamento con la politica estera dell’Ue. Non sarà, si sta chiedendo più di qualcuno a Bruxelles, che non avendo fatto i compiti a casa oggi Vucic voglia cambiare scuola e maestri?

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