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“Non c’è nulla di nuovo” nelle parole di Francesco De Gregori che, presentando i prossimi progetti, ha parlato della volontà di alcuni artisti di esporsi sui temi di stretta attualità, come le guerre, ritenendoli dei proclama non necessari. Lo ha detto Andrea Scanzi, ospite di Accordi & Disaccordi, il talk condotto da Luca Sommi, in onda in prima serata tutti i sabati sul Nove, che sabato prossimo terminerà la stagione.
“Attorno a De Gregori c’è un grande fraintendimento – ha spiegato Scanzi, riferendosi alle polemiche scaturite dopo la posizione dell’artista – Lo ritengono un uomo profondamente di sinistra, non lo è”. “Mi ricordo che disse, 13 anni fa, di aver votato Monti. Poi parlò molto bene di Draghi. Mi gioco che nel segreto dell’urna è uno che vota Renzi o Calenda. Non è un difetto, ma è per dire che De Gregori è un moderato, non un talebano comunista”, continua ancora Scanzi. Un uomo, aggiunge, che “se gli chiedi cosa ne pensa di Gaza e Israele ti risponde come Calenda o minimo come Renzi”.
“Penso che questo attacco lui lo abbia fatto soprattutto a Springsteen, perché non lo ha mai sopportato”, aggiunge ancora Scanzi, rivelando un retroscena. Dal palco del teatro Out Off di Milano, infatti, De Gregori aveva citato proprio il collega americano come artista impegnato, sottolineando che non c’era bisogno che dicesse che è contro l’amministrazione Trump. Per il giornalista ci sono due cose che non convincono del discorso di De Gregori: “Il pubblico si sensibilizza da solo? Non credo sia così, soprattutto in questa fase storica. Il pubblico è così disorientato e mansueto che ha bisogno di qualche scudisciata da persone di cui si fida – spiega Scanzi – In secondo luogo è impossibile che un artista che vive di parole non si schieri, soprattutto in certi momenti storici. Quando c’è un genocidio, l’artista si deve schierare. De André si schierava, Fo si schierava. Lui dice ‘dico ciò che devo dire nelle canzoni’, è un po’ poco”. “Mi sarei aspettato molto più coraggio”, conclude Scanzi.
L'articolo De Gregori, Scanzi sul Nove: “Dice che che il pubblico si sensibilizza da solo? Non in questa fase storica, da lui mi aspettavo più coraggio” proviene da Il Fatto Quotidiano.





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