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La Quinta Commissione permanente del Consiglio provinciale, presieduta da Christian Girardi (La Civica), ha affrontato una seduta articolata su cultura, scuola e partecipazione civica, esaminando la ripartizione del Fondo Unico Provinciale per lo Spettacolo, esprimendo il parere sui nuovi criteri di valutazione dei dirigenti scolastici e avviando il confronto su una petizione popolare e su un disegno di legge di iniziativa popolare in materia di educazione di genere. Un confronto ampio che ha toccato temi di programmazione culturale, governance del sistema educativo e ruolo delle istituzioni nel promuovere dialogo e coesione sociale.
Fondo Unico Provinciale per lo Spettacolo
In apertura dei lavori, la
commissione ha esaminato La Commissione ha esaminato la delibera di
ripartizione delle quote del Fondo Unico Provinciale per lo
Spettacolo (FUPS) per il secondo anno del triennio. La dirigente
Schiavuzzi ha spiegato che la distribuzione delle risorse tra teatro,
musica, danza e festival tiene conto dell’aumento dei soggetti
accreditati rispetto al triennio precedente e della necessità di
garantire continuità alla programmazione già avviata, precisando
che la valutazione prevede una parte quantitativa e una qualitativa
affidata a una commissione indipendente di esperti.
La consigliera Lucia Maestri (Pd del Trentino), pur annunciando voto favorevole, ha sollevato il caso dello spettacolo “Puttana” del regista Corradini, non finanziato dalla Provincia ma selezionato per il Festival di Edimburgo, chiedendo se non sia opportuno rivedere i criteri per evitare “scivoloni” e rafforzare una visione culturale più strategica e pluriennale. Schiavuzzi ha ribadito che nel caso specifico non vi erano criticità quantitative e che la valutazione qualitativa è stata espressione autonoma della commissione, sottolineando che la realtà è stata comunque sostenuta con altri strumenti. Andrea de Bertolini (Pd del Trentino) ha invitato a riflettere sul rapporto tra innovazione culturale e sensibilità del territorio, evidenziando l’importanza di non irrigidirsi di fronte a proposte artistiche provocatorie. L’assessore Francesca Gerosa ha riaffermato con fermezza l’indipendenza della commissione rispetto a uffici, assessorato e Giunta, ricordando che l’ingresso nel FUPS consente una pianificazione triennale ma non garantisce automaticamente l’entità delle risorse e che è in corso un monitoraggio sugli effetti delle modifiche introdotte.
Al termine del confronto, la delibera è stata approvata all’unanimità.
Criteri valutativi dei dirigenti scolastici
La Commissione ha espresso il
parere favorevole sulla proposta di deliberazione della Giunta
provinciale concernente l’approvazione dei criteri e delle modalità
per la valutazione della dirigenza scolastica del sistema educativo
provinciale per il triennio 2023-2026, ai sensi dell’articolo 103,
comma 4, della legge provinciale 7 agosto 2006, n. 5 (legge
provinciale sulla scuola 2006). Federica Maria
Origo, presidente
del Comitato provinciale di valutazione del sistema educativo,
è entrata nel merito, parlando di una proposta coerente con il
sistema di valutazione coerente con la normativa vigente. Il nuovo
modello di valutazione, più snello e uniforme, supera le visite
esterne e si basa su un’analisi documentale delle evidenze
presentate dai dirigenti, affiancata da una checklist sulle cinque
aree previste e da un colloquio individuale con il Comitato, con
validazione finale e trasmissione degli esiti al Dipartimento
Istruzione e Cultura. Restano invariati criteri e riferimenti
normativi della legge provinciale 5/2006, mentre la modifica ha
carattere transitorio per il triennio in corso ed è stata condivisa
in sede sindacale e approvata previo parere della Commissione
competente. La dirigente Francesca Mussino ha spiegato che la
revisione si è resa necessaria dopo l’avvicendamento del Comitato
provinciale di valutazione e la temporanea sospensione delle
attività, per garantire equità tra tutti i dirigenti. Il nuovo
impianto, ha aggiunto, consente di accompagnare il triennio verso una
futura metodologia, superando le criticità legate alle visite
esterne, non garantite in modo uniforme, e valorizzando il colloquio
come strumento più equilibrato. Michele Malfer (Campobase)
ha osservato che l’impianto resta sostanzialmente in continuità
con il passato, ma ha sottolineato che un vero accompagnamento
dell’attività dei dirigenti dovrebbe essere impostato a monte,
chiarendo preventivamente gli obiettivi. Ha riconosciuto il lavoro
tecnico svolto dai comitati, rilevando però che il nuovo assetto
rischia di impoverire lo strumento valutativo, seppur in parte
compensato dal colloquio individuale. Critico anche sul peso
attribuito ai risultati degli studenti, ha definito sovrastimata la
quota del 30%, ricordando che a livello nazionale l’incidenza
dell’azione del dirigente sulle performance si attesterebbe attorno
al 5%.
La proposta di delibera è stata approvata con 4 voti a favore e 3 astensioni.
Petizione popolare n.5
La Commissione ha svolto le consultazioni sulla petizione popolare n. 5 che chiede le dimissioni del reggente della Fondazione Opera Campana dei Caduti di Rovereto, Marco Marsilli, dopo un intervento pubblicato nell’aprile 2025 sul mensile della Fondazione a sostegno della difesa comune europea. Il referente Ennio Bordato, insieme a Roberto Chemotti, Marco Luscia e Matteo Gottardi, ha presentato il documento, sostenuto da 290 firme,spiegando che, a loro giudizio, alcune posizioni espresse sarebbero incompatibili con il ruolo di guida di un’istituzione “vocata alla pace”. Chemotti ha precisato che la petizione «non è contro la persona ma contro il ruolo», mentre Luscia ha parlato di «silenzio e disinteresse» rispetto alle richieste di confronto. Gottardi ha criticato quella che ha definito una gestione che rischia di usare la Campana «più come vettore turistico che come strumento di pace». L’assessore Francesca Gerosa ha chiesto se fosse stato tentato un confronto diretto prima dell’avvio della petizione, sottolineando che la Fondazione «appartiene a tutta la comunità» ed esprimendo fiducia nell’operato dell’attuale compagine, con un bilancio delle attività giudicato positivo. Lucia Maestri (Pd del Trentino) ha richiamato la pluralità delle concezioni di pace, invitando a non delegittimare opinioni diverse e a ricondurre la discussione all’interno del Consiglio di reggenza. Michele Malfer (Campobase) ha osservato che un atto di sfiducia riguarda il ruolo e non la persona, invitando però a distinguere tra eventuali errori comunicativi e l’azione complessiva del reggente. Andrea de Bertolini (Pd del Trentino) ha parlato della necessità di abbassare i toni e privilegiare il dialogo, ritenendo contraddittorio chiedere dimissioni immediate senza un confronto. Anche Mirko Bisesti (Lega) ha sottolineato l’importanza del dialogo come via per ricomporre le divergenze. Il presidente della Commissione Christian Girardi (La Civica) ha quindi ricordato che sarà invitato in Commissione anche il reggente Marco Marsilli, e ha proposto di verificare la possibilità di un momento di confronto sulla vicenda.
Ddl popolare sull’educazione di genere
Successivamente è stato avviato l’esame del disegno di legge n. 76, recante “Integrazioni della legge provinciale sulla scuola 2006, relative all’educazione relazionale alla parità e al rispetto delle differenze di genere”, di iniziativa di diverse associazioni, rappresentate dalla prima firmataria Paola Morini. La proposta di legge punta a introdurre nelle scuole trentine un percorso strutturato di educazione relazionale alla parità e al rispetto delle differenze di genere, come risposta ai crescenti fenomeni di violenza, discriminazione e stereotipi, anche veicolati dai social media. La proponente ha illustrato il testo e ha ricordato le associazioni che hanno aderito, evidenziando che si tratta di un mondo ampio e trasversale. Il presidente della Commissione, Girardi, ha quindi illustrato la programmazione dei lavori, invitando le rappresentanti delle associazioni intervenute a fornire alla Commissione le istituzioni che intendono far partecipare alle audizioni. Andrea de Bertolini (Pd del Trentino) ha ringraziato le proponenti per aver permesso di approfondire questo tema con un percorso che parte dalla comunità. Anche Michele Malfer (Campobase) ha ringraziato per l’impegno che ha portato a questa proposta normativa, sottolineando l’importanza dei processi partecipativi e di allenare i più giovani al rispetto. Lucia Maestri (Pd del Trentino) ha evidenziato che le ottomilacinquecento firme sono testimonianza di un tema sentito, al di là delle “schermaglie ideologiche”, auspicando che questo avvenga anche in aula, e che non avvengano mediazioni al ribasso. Eleonora Angeli (Lista Fugatti) ha ringraziato le proponenti. Anche Lucia Coppola (AVS) ha invitato ad un dibattito trasversale, parlando del pericolo rappresentato dagli stereotipi di genere tra i bambini all’interno del mondo della scuola e della necessità di affrontarle all’interno della scuola. Anche l’assessore Francesca Gerosa ha ringraziato, rendendo merito allo studio approfondito della materia che ha preceduto la presentazione del ddl, ma ha espresso qualche dubbio su una “certa inclinazione ideologica”. Ha rilevato che le scuole molto già fanno su questi temi. Ha parlato di una serie di criticità nel testo, annunciando l’intenzione di provare a superarle attraverso il dialogo. Le proponenti hanno posto il tema del lavorare all’interno della scuola per poter prendere in mano a 360° la questione.
Il presidente Christian Girardi ha quindi invitato a presentare la lista delle persone da audire nei prossimi dieci giorni, per procedere con i lavori della commissione.




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