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Qualcuno da fiorentino ha scomodato il Rinascimento, ma forse non è un accostamento esagerato, se lunedì 8 giugno al rapporto sull’economia toscana di Bankitalia gli esperti hanno definito l’IA, l’intelligenza artificiale, una delle più grandi rivoluzioni dell’uomo e la sera stessa all’Isolotto, popoloso quartiere fiorentino, si sono riunite più di duecento persone provenienti da molte parrocchie per riflettere sull’enciclica di papa Leone Magnifica Humanitas, un’enciclica sociale che “con una profondità di riflessione teologica mette in luce il nervo scoperto della contemporaneità: la soppressione dell’umano in quanto tale”, ha sottolineato Patrizia Giunti, presidente della Fondazione Giorgio La Pira.
La Chiesa fiorentina, a due settimane dall’enciclica papale, ha deciso di affrontare di petto il tema complesso dell’intelligenza artificiale. Primo caso in Italia, l’arcivescovo di Firenze Gherardo Gambelli ha nominato don Simone Pestelli delegato episcopale per l’intelligenza artificiale. “L’enciclica mostra chiaramente che con l’IA siamo entrati in una nuova fase della storia umana, che condizionerà nel bene e nel male le nostre vite. Perciò, dobbiamo muoverci in fretta per comprendere le ricadute etiche nei vari settori della società, soprattutto a livello educativo e della salute. Ci saranno sicuramente fughe in avanti che rischiano di minacciare il nostro ‘rimanere umani‘. Le competenze in gioco sono enormi e non sarà certamente un delegato da solo ad affrontare le sfide. Però è importante che ci sia, perché diventa un punto di riferimento per tutti – parlo all’interno di una comunità diocesana – nell’elaborare un quadro complessivo e non andare in ordine sparso su questioni così delicate”, sottolinea don Alfredo Jacopozzi, responsabile cultura della diocesi.
Firenze si pone come modello. Con tre lati. Uno: il prete, don Pestelli, è un esperto di tecnologie e gli è stato affidato anche il compito di attuare il percorso sinodale di ristrutturazione degli uffici della Curia diocesana fiorentina. Un ruolo strategico. La Curia rimodellata nel segno dell’IA. Due. La facoltà teologica è stata incaricata di studiare nei dettagli i molteplici aspetti-religiosi, culturali e etici dell’intelligenza artificiale. Terzo. La riflessione e discussione sul territorio, nelle parrocchie, “a tappeto”. A cominciare lunedì scorso dall’Isolotto, dove nel 1968 si è avuto il primo caso di contestazione ecclesiastica in Italia con don Enzo Mazzi. “L’evento ha confermato quanto sia sentita la necessità di un discernimento etico di fronte alla pervasività dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie emergenti”, sottolinea il parroco don Luca Niccheri. Che aggiunge: “Il rischio è che l’umanità si trovi prigioniera di un paradigma tecnocratico dove l’efficienza e il profitto diventano gli unici criteri di misura”. Nel corso dell’incontro, molto affollato, è stata sottolineata l’inquietudine per un’economia digitale “che, se non governata, produce automaticamente disuguaglianze strutturali, concentrando dati e potere nelle mani di pochi attori transnazionali”.
L'articolo La Chiesa fiorentina nomina il delegato episcopale per l’intelligenza artificiale: coinvolte anche le parrocchie proviene da Il Fatto Quotidiano.




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