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Prima hanno appiccato il fuoco all’interno del minivan e poi hanno bloccato le portiere per impedire alle vittime di scappare. Così sono stati bruciati vivi i quattro pakistani trovati carbonizzati lunedì ad Amendolara, in provincia di Cosenza, sotto la tettoia della stazione di servizio lungo la statale 106. I morti sono tutti pakistani, braccianti agricoli impiegati nei campi della Sibaritide e diretti verso la Piana del Metapontino, nel Materano.
In poche ore la Procura di Castrovillari e la polizia ha riscontrato i primi sospetti che la tragedia potesse essere collegata a un regolamento di conti negli ambienti degli extracomunitari. La svolta è arrivata grazie un video in cui si vedono due uomini, anche loro pakistani, che poco prima del rogo erano a bordo del mezzo. Stando al filmato registrato dalle telecamere di videosorveglianza, quindi, vittime e assassini si conoscevano e viaggiavano assieme.
Almeno fino a quando, parcheggiata l’auto a pochi metri dalla pompa di benzina, due di loro sono usciti mentre le fiamme invadevano l’interno del minivan. Piuttosto che aiutare gli altri a mettersi in salvo i due pakistani hanno bloccato le portiere impedendo la fuga degli altri connazionali che, a causa delle fiamme, si dimenavano. Circostanza questa che emerge chiaramente dal movimento del mezzo quando i due presunti assassini erano ancora sulla scena dell’omicidio plurimo. Delitto che, per le modalità atroci, è stato senza dubbio premeditato dai pakistani raggiunti durante la notte da un provvedimento di fermo al termine di un lungo interrogatorio a cui sono stati sottoposti in questura a Cosenza.
L'articolo Le portiere bloccate, la benzina nel cofano: il video dell’omicidio dei braccianti nel Cosentino ripreso dalle telecamere proviene da Il Fatto Quotidiano.







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