Mondiali, l'Italia non gioca ma Rai è 'in campo' con 35 partite

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AGI - 'L'elefante nella stanza' è l'Italia, la squadra che anche questa volta, ai Mondiali 2026, non ci sarà dopo la mancata qualificazione. Ma nonostante quest'assenza che pesa, i Mondiali ci saranno - per la prima volta in 3 paesi, Canada Stati Uniti e Messico - e la Rai li racconterà, trasmettendo 35 partite con telecronache sul posto.

La Rai infatti ha acquisito i diritti multipiattaforma (tv e Internet/mobile) per il territorio italiano in esclusiva free, per 35 partite (trasmesse nella fascia oraria 18.40 - 2 su Rai 1) con programmazione pre e post-partita, oltre agli highlights delle restanti 69 partite della Coppa del Mondo FIFA 2026, in programma dall'11 giugno al 19 luglio.

Partite trasmesse e copertura

Le dirette Rai riguarderanno i principali incontri della manifestazione: 17 partite della fase a gironi, 6 partite dei sedicesimi di finale, 4 partite degli ottavi di finale, 4 incontri dei quarti di finale, 2 semifinali e 2 finali.

Investimento della Rai

Nel corso della presentazione del palinsesto, tenuta nella sala stampa dello Stadio Olimpico a Roma, i 'padroni' di casa non nascondono il problema. A partire dall'ad della Rai, Giampaolo Rossi: "Questi Mondiali ovviamente sconteranno per noi l'assenza dell'Italia, anche se ahimè siamo ormai abituati - ha ammesso l'amministratore delegato - ma gli ultimi risultati, agli ultimi Mondiali dove l'Italia anche lì non c'era, i risultati di ascolto furono enormi sin dall'inizio. E nella fase delle qualificazioni finali si raggiunsero numeri superiori a quelli che si hanno con il Festival di Sanremo. Per questo abbiamo deciso di investire sui Mondiali".

Ruolo del servizio pubblico

La Rai, ha proseguito l'ad Rossi, "racconta lo sport in tutte le sue declinazioni perché il racconto dello sport unifica il Paese e valorizza il servizio pubblico. Noi - ha sostenuto Rossi - siamo tra i broadcaster più importanti in Europa ma con meno risorse pubbliche e siamo però quelli che investiamo di più. È uno sforzo enorme, collettivo, di questa azienda, che penso debba silenziare le polemiche attorno ai mancati diritti, pensiamo anche al tennis". La Rai "in quanto servizio pubblico - ha concluso - rappresenta lo sport italiano e acquistare i diritti sportivi in un mercato così selvaggio genera uno sforzo enorme. La Rai è in prima linea con i diritti sportivi per portare a casa questi risultati".

Intervento del ministro Abodi

Alla conferenza stampa è intervenuto anche il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi. "Per chi faremo il tifo? Per le nazionali che hanno un allenatore italiano. Almeno uno vorremmo vederlo arrivare fino in fondo". E poi, dopo aver espresso "riconoscenza" nei confronti della Rai "per lo sforzo economico e produttivo", si è detto sicuro che la trasmissione dell'evento "ci farà vivere il Mondiale per come è sempre stato, anche se cercheremo nel palinsesto una squadra che non c'è... Con l'auspicio - ha proseguito - che questa mancata presenza faccia ulteriormente riflettere non solo per il gusto della polemica ma anche per recuperare gli errori che evidentemente ci sono stati. Io - ha sostenuto - sono convinto che in un contesto geopolitico come quello di adesso molto complesso, questo Mondiale offrirà un momento di serenità al pubblico italiano".

Ascolti e passione calcistica

E, ha aggiunto ancora: "Sono convinto che avrete un riscontro negli ascolti, che saranno alti, e alimenterete questa voglia di calcio, che a volte si dà per scontata, aiutando a mantenere questa relazione stretta anche ancestrale, tra il paese e questo sport così popolare".

Novità nelle telecronache

Una novità importante: per la prima volta ci sarà una donna telecronista ai Mondiali, Tiziana Alla. "Si parla di questo soffitto di cristallo invisibile ma resistentissimo - ha detto la giornalista - ora intanto si apre questo varco, vuol dire che si può fare e ne do atto alla Rai anche se credo sia normale che dopo una vita passata sul campo si possa aspirare a questo ruolo. Mi auguro che tra 4 anni questo concetto sia diventato patrimonio acquisito e che ci siano molte più donne a fare le telecronache sportive" ha concluso.

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