“Non bastano le foto in ospedale di Meloni con gli agenti feriti, vogliamo un rinnovo del contratto giusto”. La protesta dei poliziotti del Silp

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“Non basta andare in ospedale a farsi fare le foto quando qualche poliziotto viene ferito, vogliamo delle prove concrete della vicinanza dal governo, dal rinnovo contrattuale all’istituzione della previdenza dedicata”. A dirlo sono le donne e gli uomini in divisa del Silp Cgil che hanno manifestato in tutta Italia per richiamare l’attenzione del governo e dell’opinione pubblica sulla grave situazione che sta interessando il comparto Sicurezza e Difesa. Due le questioni al centro della protesta: il rinnovo del contratto e l’istituzione di una previdenza dedicata per il personale del comparto.

Il sindacato denuncia quello che definisce un vero e proprio “contratto beffa” per il triennio 2025-2027. “Anche questa volta le risorse messe a disposizione sono estremamente scarse – racconta al fattoquotidiano.it il segretario Silp Cgil di Milano Pietro Randazzo – siamo di fronte a un’inflazione che ha abbondantemente superato la doppia cifra mentre le cifre stimate per il rinnovo del contratto vanno a coprire forse un terzo di quella che è l’inflazione reale”. Il risultato è una riduzione concreta del reddito disponibile per migliaia di lavoratrici e lavoratori del comparto. Una situazione che è aggravata nei grandi centri come Milano dove il carovita erode il potere d’acquisto delle persone in divisa.

E poi c’è il tema degli organici: “Siamo sempre di meno – spiega Randazzo – l’età media continua a salire, in molte realtà si fa fatica a garantire tutti quanti i servizi, c’è un ricorso straordinario che è spropositato, straordinari che tra l’altro oltre ad essere pagati meno del loro ordinaria vengono pagati anche con anni di ritardo”. Negli ultimi anni “c’è stata una generazione che è andata in pensione” e le nuove assunzioni “non bastano a garantire e a ricoprire le persone che sono andate in pensione”. Una situazione che dura da decenni. “Non si capisce perché il governo debba negare questa cosa, anche perché questo problema non è imputabile solo a questo governo ma anche ai precedenti perché per anni non si sono stati fatti concorsi pubblici, per cui continuare a mentire dicendo che arrivano rinforzi che si incrementano gli organici non ha nessun senso – aggiunge il segretario generale Silp Cgil Lombardia Daniele Bena – i concorsi che vengono fatti sono insufficienti a garantire anche solo la copertura dei posti di chi va in pensione ma si sono abbreviati anche i tempi di formazione. Questo vuol dire che dopo 3-4 mesi di corso abbiamo giovani poliziotti che possono fare il capopattuglia e questo è un calo di professionalità preoccupante al quale si aggiunge il fatto che il nostro è un lavoro che si apprende anche sulla strada grazie all’esperienza con i più anziani che facevano da maestri. Ma oggi quella generazione è andata in pensione dunque quel tipo di insegnamento viene meno”.

L'articolo “Non bastano le foto in ospedale di Meloni con gli agenti feriti, vogliamo un rinnovo del contratto giusto”. La protesta dei poliziotti del Silp proviene da Il Fatto Quotidiano.

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