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Chissà come saranno felici i suoi figli di sapere che non vuole lasciare loro neanche un centesimo in eredità. Sì, Pierre-Edouard Sterin, cinquantaduenne fondatore del marchio Smartbox, ha formalmente chiesto al Senato di Parigi di modificare la legge per poter diseredare i suoi cinque figli. Il miliardario, che vanta un patrimonio stimato in 1,4 miliardi di euro, ha sollevato una questione legale che scuote la Francia dei grandi patrimoni e riapre il dibattito normativo sulla libertà di disporre della propria ricchezza senza vincoli familiari.
La vicenda, riportata dal quotidiano Corriere della Sera, vede al centro l’imprenditore francese e la sua cassaforte di famiglia, la Otium Capital. In collegamento video dal Belgio, dove risiede attualmente come esiliato fiscale, Sterin ha esposto le sue intenzioni ai parlamentari in modo inequivocabile: “Vorrei donare l’intero mio patrimonio a cause filantropiche”. A bloccare il suo progetto non sono le polemiche politiche legate alle sue posizioni vicine alla destra conservatrice, ma le norme in vigore. L’attuale legislazione d’Oltralpe prevede infatti che tre quarti del suo patrimonio debbano essere obbligatoriamente trasmessi alla prole. Di fronte a questo ostacolo normativo, la posizione dell’imprenditore resta netta: “Sono favorevole al fatto che ognuno possa fare ciò che vuole del proprio patrimonio”.
Il desiderio di Sterin si scontra contro il Codice Napoleonico del 1804, vero e proprio pilastro del diritto in gran parte dell’Europa continentale. Questo sistema è basato sulla successione necessaria e considera i figli come eredi legittimari, garantendo loro una quota intoccabile dei beni dei genitori, a prescindere da eventuali volontà espresse nel testamento. Si tratta di un principio diametralmente opposto a quello in vigore nei Paesi di Common Law, come il Regno Unito e gli Stati Uniti. Oltreoceano domina la libertà testamentaria totale: un individuo può decidere di lasciare i propri averi a una fondazione o a un perfetto estraneo, escludendo completamente i figli purché maggiorenni e finanziariamente indipendenti. È la strada percorsa da grandi miliardari e filantropi come Bill Gates e Warren Buffett, forti sostenitori della filosofia secondo cui la ricchezza accumulata non deve trasformarsi in una rendita garantita e incondizionata per la discendenza.
Se la vicenda si svolgesse in Italia, la richiesta dell’imprenditore francese si scontrerebbe con un impianto normativo altrettanto severo. Il nostro Codice Civile divide in modo netto l’eredità in due porzioni: la cosiddetta quota disponibile, che la persona può donare o assegnare liberamente a chiunque, e la quota di legittima, che spetta per legge ai familiari più stretti. Nel caso di un genitore che muore lasciando soltanto dei figli, a questi ultimi è riservata obbligatoriamente una fetta che varia dalla metà ai due terzi dell’intero patrimonio, da dividere in parti uguali.
L’unica eccezione legale che permette a un cittadino italiano di escludere un erede è l’indegnità a succedere. Si tratta però di una misura punitiva estrema che scatta esclusivamente in presenza di reati gravissimi e accertati, come l’omicidio o il tentato omicidio del genitore, la calunnia grave o la falsificazione del testamento. In tutti gli altri scenari, compresi quelli di totale rottura dei rapporti familiari, anche il diritto italiano impedisce la diseredazione, imponendo al patrimonio una funzione di protezione e solidarietà a cui il singolo individuo non ha modo di sottrarsi.
L'articolo “Ognuno deve poter fare ciò che vuole del proprio patrimonio”: il miliardario fondatore di Smartbox vuole diseredare i suoi 5 figli e chiede aiuto al Senato per salvare l’eredità da 1,4 miliardi proviene da Il Fatto Quotidiano.





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