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“È dura anche per me parlare ora. Quando è venuto a dirmelo un’ora fa ho quasi pianto”, dopo Arnaldi, anche Flavio Cobolli ha parlato in conferenza stampa commentando il ritiro di Matteo Arnaldi prima della semifinale del Roland Garros e il suo approdo in finale contro il tedesco Alexander Zverev. “È un qualcosa che non ti aspetti, ero pronto a giocare, e quando lui è venuto da me ero davvero triste ma al tempo stesso felice per i risultati ottenuti in questa settimana“, ha aggiunto.
Quindi rivolto proprio ad Arnaldi, il tennista romano ha aggiunto: “Volevo farti i complimenti per quello che hai fatto questa settimana. Hai lottato per tante ore in campo. Sii orgoglioso di quello che hai fatto e di come l’hai fatto. Cerco di prendere esempio da te anche fuori dal campo, sei l’emblema di un atleta eccezionale. In bocca al lupo”. “Mi dispiace per come è finita oggi. La sfida tra noi sarebbe stata epica“, ha concluso Arnaldi.
Per Cobolli comunque sono arrivate diverse soddisfazioni oggi: in primis, il tennista 24enne è sicuro di entrare in top 10 da lunedì dopo la sconfitta di Mensik. Sarà il nuovo numero due d’Italia dopo Jannik Sinner. E se dovesse vincere contro Alexander Zverev, sarebbe addirittura numero 5 al mondo. Un momento d’oro per il 24enne, che ora sogna la prima vittoria in uno Slam. In più Cobolli è diventato il sesto italiano di tutti i tempi in finale negli Slam, il terzo a Parigi nell’Era Open dopo Adriano Panatta (che proprio nel 1976, 50 anni fa, trionfò) e ovviamente Jannik Sinner. Sarà la 13esima finale Slam con un azzurro impegnato nel singolare maschile.
L'articolo “Quando Arnaldi è venuto da me e me l’ha detto, ho quasi pianto. Sono triste e felice allo stesso tempo”: parla Cobolli proviene da Il Fatto Quotidiano.




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