Rimpatri, ok al foglio di via unico e agli hub nei Paesi terzi: Parlamento, Consiglio e Commissione Ue trovano l’accordo

6 hour_ago 2
ARTICLE AD BOX

Dopo settimane di negoziati il Parlamento Europeo, il Consiglio Ue e la Commissione hanno raggiunto l’accordo politico sul regolamento rimpatri. Le nuove norme imporranno obblighi di cooperazione con le autorità ai cittadini di Paesi terzi che non hanno diritto di soggiorno negli Stati membri, il foglio di via unico a livello Ue nonché la possibilità di creare hub per i rimpatri al di fuori dei confini dell’Unione. L’intesa, però, dev’essere ora approvata dalla commissione Libe e dall’Assemblea plenaria di Strasburgo.

Uno dei nodi principali del negoziato ruotava intorno all’articolo 52 del regolamento, cioè i tempi di messa a terra della riforma. Le capitali chiedevano almeno due anni di tempo per le modifiche legislative nazionali mentre il Parlamento voleva un’attuazione pressoché immediata. Alla fine si è trovato un compromesso. E’ stato infatti convenuto che il regolamento entrerà in vigore immediatamente dopo la data di decorrenza (il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale), come chiedeva il Parlamento, compresa la parte sugli hub di rimpatrio. Tuttavia, alcune disposizioni entreranno in vigore 12 mesi dopo, proprio per dare tempo ai 27 di modificare le leggi.

Il regolamento rimpatri introduce obblighi più stringenti per i migranti senza diritto di soggiorno, imponendo la cooperazione con le autorità e l’obbligo di lasciare il territorio dell’Ue. A questo proposito, la proposta introduce l’Ordine europeo di rimpatrio (ERO) per facilitare il riconoscimento delle decisioni adottate da altri Stati membri, anche se resterà inizialmente volontario. La riforma apre poi la strada ai ‘returns hub’ in Paesi terzi, destinati ad accogliere le persone oggetto di un ordine di espulsione in attesa del ritorno nel Paese d’origine o in uno Stato terzo (ma vanno negoziati gli accordi). Infine sono previste procedure più severe per le persone considerate una minaccia per la sicurezza pubblica.

Secondo il relatore Malik Azmani, il regolamento contiene il via libera definitivo ai centri costruiti dall’Italia in Albania. “Ciò che stiamo facendo con questo regolamento è fornire agli Stati membri gli strumenti necessari per stipulare accordi e intese con tali Paesi – ha spiegato l’esponente di Renew in una conferenza stampa -, ma la forma in cui ciò avverrà potrebbe essere diversa, potrebbe anche consistere, ad esempio, in un permesso di soggiorno legale per i lavoratori nei Paesi limitrofi ai Paesi di origine, perché è temporaneo, e l’obiettivo principale è, ovviamente, che le persone tornino nei Paesi di origine”. “L’Italia ha avuto alcune controversie legali ma penso che con questo regolamento abbiamo stabilito un quadro normativo affinché gli Stati membri esplorino quegli accordi e intese con cui i paesi terzi”, precisa Azmani.

“La rapida conclusione di questo dossier entro tempi ristretti riflette l’impegno delle istituzioni a stabilire una serie di norme Ue sui rimpatri efficaci nell’ambito di un sistema migratorio olistico”, afferma Nicholas A. Ioannides, vice ministro cipriota per la Migrazione e la Protezione Internazionale, della presidenza di turno. La posizione del Parlamento era stata approvata lo scorso 26 marzo dalla plenaria, con i voti del Ppe e delle forze di destra, mentre il Consiglio ha adottato la sua posizione lo scorso 8 dicembre 2025. “L’accordo odierno – commenta soddisfatto il commissario agli Affari Interni Magnus Brunner – segna un altro passo importante nella riforma del sistema europeo di gestione della migrazione. Grazie alle nuove norme, abbiamo un maggiore controllo su chi può entrare nell’Ue, chi può rimanervi e chi deve lasciarla. Questo è ciò che i cittadini si aspettano ed è proprio ciò che stiamo realizzando”.

Esulta la Lega: “E’ la conclusione di un lavoro incessante iniziato già mesi fa con l’adozione dei due dossier sui Paesi terzi sicuri, portato avanti con coraggio per la nostra delegazione da Susanna Ceccardi”. Non tutti però festeggiano. Per i Socialisti (S&D) il nuovo regolamento “calpesta i diritti fondamentali e fa retrocedere la politica migratoria”. “Questo processo affrettato, basato su una maggioranza di estrema destra, consente hub di rimpatrio legalmente dubbi, una raffica di espulsioni in stile Ice, riduzione degli incentivi al ritorno volontario”, affermano in una nota. Sulla stessa linea i Verdi. “Il testo approvato oggi è il risultato di un vergognoso accordo raggiunto tra gli Stati membri e una maggioranza composta dal Ppe e dall’estrema destra”, dichiara l’eurodeputata Melissa Camara.

L'articolo Rimpatri, ok al foglio di via unico e agli hub nei Paesi terzi: Parlamento, Consiglio e Commissione Ue trovano l’accordo proviene da Il Fatto Quotidiano.

read-entire-article