Cuba soffocata e sempre più sola. Lo stop di alberghi e compagnie aeree per evitare le sanzioni di Trump

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L’ora zero si avvicina. Cuba è sempre più sola. Venerdì 5 giugno scade l’ultimatum imposto dall’amministrazione Trump – attraverso l’Executive Order 14404 – ai “soggetti stranieri” presenti sull’isola e vincolati al conglomerato Gaesa, Grupo de administración especial sociedad anónima, col quale dovranno “liquidare le transazioni”. Vale anche per le entità partecipate con il 50% o più dal conglomerato. Altrimenti scattano le sanzioni.

Ed è già esodo. Addirittura la catena alberghiera Melià Hotels International – l’irriducibile partner europeo, sbarcato a Cuba nel 1990 e simbolo del sodalizio Madrid-L’Avana – ha annunciato l’abbandono di quindici strutture. La “cessazione immediata”, comunicata alla Commissione spagnola dei mercati finanziari, è legata al “contesto geopolitico, sociale, legale ed economico” dell’Avana. Così anche Iberostar, che ha mollato dodici strutture alberghiere. Melià sottolinea che la maggior parte degli alberghi erano già “chiusi” a causa dei “problemi energetici” e del “crollo della domanda” turistica all’Avana. Fonti ufficiali registrano un crollo del 55,8% del turismo a Cuba, con meno di 300mila visitatori stranieri registrati nel 2025 (il minimo storico). Si acuisce anche la crisi energetica, con diverse località che registrano appena tre ore di corrente al giorno.

Altre dodici strutture alberghiere sono state abbandonate dalla catena Iberostar in un “processo di adattamento al clima di regolamentazione internazionale”. Dagli eufemismi filtra il timore di sanzioni Usa, che non attecchiscono nell’Ue, ma potrebbero colpire gli asset delle catene in America. Al fuggi fuggi si unisce il colosso canadese Blue Diamond, che lascia i quindici alberghi in gestione. Altre strutture hanno semplicemente sospeso le prenotazioni, come Valentin Hotels, Blau e Roc.

Fonti consultate da Ilfattoquotidiano.it sostengono che, in queste ore, le aziende straniere attive ed esposte alle sanzioni Usa sbrigano pratiche e consulenze per mettere in salvo le proprie attività. Persino le compagnie aeree Iberia e World2Fly hanno sospeso i voli all’Avana mentre Air Europa attende l’evolversi della situazione. Anche i circuiti di pagamento Visa e MasterCard saranno fuori servizio dal 6 giugno.

Gli annunci a catena delle chiusure hanno offuscato le cerimonie per il 95° anniversario della nascita di Raúl Castro, fratello di Fidel. A sua volta la Spagna esprime “grande preoccupazione” per le “misure unilaterali Usa” che aggravano la “crisi umanitaria” a Cuba. Ma al momento la reazione è tiepida – e persino deludente, per alcuni – visto il soft power che da decenni Madrid esercita su Cuba (già persa con gli Usa a fine Ottocento). Interpellato da Rtv.es, l’analista Raisel Rodríguez lamenta l’assenza spagnola, che “dovrebbe essere l’asse europeo nell’Isola” ma “non risulta pervenuta”. E Madrid teme che la nuova stretta Usa sia animata dalla finalità di eliminare la concorrenza a futuri investimenti Usa nell’Isola, già presente nella lista dei desideri di Trump almeno dal 1998.

L’escalation infiamma anche il dibattito a Washington. Martedì il segretario di Stato Usa ha provato a convincere la Commissione esteri del Senato sulla strategia anti-Gaesa, sostenendo che il conglomerato “possiede quasi tutto nel Paese”, cioè 17 milioni di dollari in attivi, mentre “ci sono persone che stanno letteralmente morendo di fame”. Rubio ha anche ripetuto che Cuba sponsorizza il terrorismo, menzionando le Farc ed Eln colombiane, e parlando anche di “Centri di raccolta dati russi e cinesi nell’Isola”. Tuttavia, incalzato dal deputato Dem Chris Van Hollen – che chiedeva al segretario di Stato di tirare fuori le “prove” sul sostegno cubano al terrorismo – Rubio ha risposto: “Non avremo tempo per affrontare questo punto”.

In un articolo pubblicato su Granma il governo cubano ha smentito che Gaesa sia “una struttura opaca” o “parallela allo Stato”, spiegando che il conglomerato ha permesso all’Isola di “sopravvivere” all’assedio Usa, attraverso la costruzione di 10mila abitazioni e manutenzione di infrastrutture essenziali. L’Avana denuncia inoltre l'”escalation più intensa, sproporzionata e pericolosa” nella storia recente tra Usa e Cuba, animata da “ideologi dell’ultradestra cubano-americana”.

Del resto i colloqui proseguono, con anche il recente summit tra vertici militari a Guantanamo Bay, ma l’avanzamento delle trattative resta ancora un mistero. Soprattutto a causa del coinvolgimento di Raúl Guillermo Rodríguez Castro, i cui interessi – specie in Panama, dall’imprenditore Ramón Carretero Napolitano – potrebbero risultare diversi da quelli del popolo cubano e della stessa Revolución.

L'articolo Cuba soffocata e sempre più sola. Lo stop di alberghi e compagnie aeree per evitare le sanzioni di Trump proviene da Il Fatto Quotidiano.

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